Il Palazzo Zaminga

La Famiglia Zaminga, una delle più facoltose e antica di Carpignano Salentino: lo testimoniano tre palazzi nel centro storico del paese e l’altare della Confraternita dell’Immacolata su commissione  nel ‘700 del priore Angelo Zaminga.

Il palazzo in via G. Elia è del 1500 e sembra originario della famiglia, di cui conserva lo stemma nobiliare contrassegnato da tre alberi con chioma a punta, forse in riferimento a tenute agricole o ai tre palazzi nel centro antico. Il portale d’ingresso, al n°9, a bugne, proprie dell’architettura romana, in uso poi nel Medioevo e specie nel Rinascimento, è sovrastato dall’arme araldica in un riquadro elegante “alla siciliana” fra le colonnine del mignano (ballatoio usato per primo da Maenius negli edifici del Foro romano) con affaccio all’esterno, all’interno e sulla vicina piazza. Lo stile bugnato tritorna nella porta del monolocale superiore e nella finestra centrale del prospetto. Un’iscrizione sulla porta della sala principale è da decifrare e potrebbe accennare ad un’antica cappella. Il palazzo, da tempo in rovina, diviso in piccole unità abitative,  è stato unificato e valorizzato negli anni Novanta con criteri conservativi dagli attuali proprietari, la famiglia Colavero, originaria di Carpignano Salentino.

Si compone di tre unità abitative, di un secondo ingresso al n°15 e di un’ampia terrazza sui tetti del centro storico con visione del verde mare degli ulivi e quello azzurro dell’Adriatico nello sfondo maestoso dell’Albania.

Nei mesi estivi va bene per gli amanti del sole e del mare, nelle altre stagioni è per i creativi e i ricercatori, amanti del silenzio cadenzato solo dalla torre dell’orologio e dal tubare delle tortore.